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domenica 7 aprile 2013

ROSSI AL TOP, SPETTACOLO GARANTITO

Finalmente dopo molti anni possiamo dire: che grande gara di moto GP. Da troppo tempo il motociclismo con l'incremento della elettronica, che ha portato ad una conseguente mancanza di abilità tra i nuovi piloti di sentire la moto ed il circuito, lo spettacolo era sparito. Fino a qualche anno fa si faceva una equiparazione tra Motomondiale e Formula 1, che il motociclismo era sempre emozionante pieno di sorpassi mentre le gare delle monoposto erano una noia mortale. Però negli ultimi tempi era avvenuto il contrario. 
Nel 2010 con la rottura della tibia e del perone del Dottore e poi con il suo passaggio al triciclo Ducati, l'emozioni nella Moto GP erano finite con gare già decise dopo i primi due giri e zero spettacolo.
Oggi le emozioni sono tornate grazie a Valentino Rossi, che è nuovamente alla guida di una moto competitiva. Il pilota di Tavullia in Qatar era convinto di vincere e visto il suo passo gara avrebbe potuto competere con Jorge Lorenzo, peccato per quell'errore al secondo giro, che lo ha quasi portato a scontrarsi con Pedrosa, altrimenti avremmo potuto vedere una battaglia Lorenzo-Rossi stile Catalogna 2009. Valentino Rossi ha avviato una rimonta, che solamente lui poteva ottenere, recuperando il gap di 6 secondi che lo separava dal gruppetto Pedrosa, Marquez e Crutchlow ed arrivando alla fine secondo.
Il dottore è tornato e nella Moto GP lo spettacolo è assicurato!

domenica 19 agosto 2012

CHE NOIA QUESTA MOTO GP, GUARDATEVI LA SBK CHE È MOLTO MEGLIO

Oggi ho cercato per l'ennesima volta di guardarmi per intero una gara di MotoGP, ma proprio non ci sono riuscito. Da cinque, sei stagioni oramai il mondiale è diventato una noia mortale ed i momenti più emozionanti di una gara sono solo la partenza e le cadute. Qui mancano i veri sorpassi e i piloti in giro sembrano non essere in grado di saperli fare. Solo Rossi e Lorenzo sono i piloti che sanno sorpassare e gli altri non sono un granché. 
Questa sera nella gara di Indianapolis ho visto solo sorpassi sul rettilineo e dopo la partenza le posizioni si erano quasi tutte consolidate, con margini elevati tra i vari piloti da non consentire quei contatti e quelle lotte dal primo all'ultimo giro per la vittoria finale o per una posizione per il podio. Negli anni passati ci pensava Rossi a dare spettacolo, visto che quando nelle qualifiche perdeva tra i 4 e i 5 decimi dai leader la domenica riusciva a metterci del suo per recuperare quel gap e dare al via allo spettacolo per la vittoria fino all'ultimo giro. Ma aveva un'altra moto e non una Ducati che perde 2 secondi a giro dai leader della gara. Vedremo se il prossimo anno il suo ritorno alla Yamaha possa portare anche a gare più emozionanti. Da quando guida la moto italiana non c'è stata più una gara bella nel mondiale.
Da quando l'elettronica l'ha fatta da padrona, le gare di Moto GP hanno perso di spettacolo. Uno Stoner in un mondiale di 10 anni fa non avrebbe combinato molto e sarebbe risultato un mediocre pilota. Basta vedere che quando c'è un pilota che lo attacca non riesce a difendersi e spesso combina poi errori dati dal nervosismo di non avere una moto competitiva per il risultato che si era messo in testa. 
Una volta c'erano tre o quattro piloti che in ogni gara potevano lottare per la vittoria fino all'ultimo giro ed era una serie di sorpassi dall'inizio alla fine. Anche chi partiva dall'undicesimo posto in griglia, poteva pensare di vincere la gara. Era solo questione di polso e se commettevi un piccolo errore, non interveniva l'elettronica a "salvarti" e cadevi o nei migliori dei casi perdevi 2/3 secondi in quel giro. Se uno vuole rivivere le emozioni del passato, si guardi le bellissime gare di Superbike.

Per la cronaca la gara è stata vinta da Pedrosa e 10 secondi dopo è arrivato Lorenzo, 17 secondi dopo Dovizioso, 19 secondi più tardi Stoner... Distacchi tra piloti che confermano ciò che ho appena scritto. 

martedì 7 agosto 2012

VALENTINO ROSSI ALLA YAMAHA

Quello scoppiato due anni fa, il 15 agosto 2010, sembrava essere un amore inscalfibile, duraturo e ricco di podi e di soddisfazioni per entrambi e per i loro tifosi. Pilota italiano su moto italiana: un sogno che era diventato realtà, sembrava di aver costruito una sorta di Nazionale della Moto GP capace di far vedere i sorci verdi a tutti, spagnoli e australiani.

Valentino Rossi in sella alla sua Ducati. Foto: Mototwo.com
Invece, a due anni di distanza, l'idillio tra Valentino Rossi e la Ducati è arrivato alla fine. Quelle dell'ex campione del mondo sono state due stagioni difficili, in cui non è mai stato in grado di impensierire quei giovinotti là davanti, Lorenzo e Stoner. Un grande campione della storia del motociclismo contemporaneo costretto indietro e distante dalle sfide che contano fa un po' male, è un dolore anche per chi ha seguito le gare di moto solo perché c'era proprio il Dottore. Rossi era arrivato  con l'obiettivo di risollevare un casa motociclistica in crisi di risultati, come fece nella Yamaha nel 2004. Solo che qui ha avuto varie difficoltà davanti a se: i pochi test da poter effettuare, un recupero dopo la frattura della gamba e di non riuscire a rendere "giapponese" la Ducati. Ma il 46 non ci pensa proprio ad abdicare e vuole lasciare il segno prima di passare a qualche altra esperienza, si chiami Superbike o Ferrari o qualcos'altro; vuole dimostrare che il mito con la M maiuscola, dopo Agostini, è lui. La Ducati non è stata in grado di fornirgli quella moto competitiva che lo stesso Valentino aveva richiesto ad inizio mondiale. L'Audi, pronta ad investire nel reparto sportivo, ha cercato di trattenere il campione in tutti i modi, ma non c'è stato nulla da fare. Forse dietro al passaggio con la Yamaha c'è la spagnola Dorna, che detiene i diritti del motomondiale, che vuole riportare in alto la Moto GP, in netto calo di ascolti dovuto anche alle noiose gare di questi due anni: sia perché il campione di Tavulia è in crisi ed anche per la troppa elettronica, che ha rovinato lo spettacolo nelle gare. Con un Rossi competitivo, gli ascolti tornerebbero ad essere quelli di qualche anno fa (Rossi non è solo amato in Italia, ma in tutto il mondo) e la Dorna ci guadagnerebbe. Per fare ciò l'unica maniera è quella di dargli una moto competitiva.

Il 15 agosto prossimo, stando a quanto comunicato da Sport Mediaset e dal sito , il Dottore diramerà un comunicato stampa in cui segnalerà il suo passaggio dalla Ducati alla Yamaha. Di fatto, il motivo che lo ha allontanato dalla casa giapponese, la rivalità con Lorenzo, diventa il motivo del ritorno visto che tra i due l'astio sembra essere passato. Noi auguriamo a Rossi il meglio per lui, uno dei più grandi campioni del motociclismo si merita di essere là davanti. Ma, allo stesso tempo, ci auguriamo che la Ducati riesca a ritrovare la competitività: i mezzi, gli strumenti ed il capitale umano per ritornare in alto la casa emiliana li ha.