sabato 11 agosto 2012

NEL BASKET SI RIPETE LA FINALE DI PECHINO

Come quattro anni la finale Olimpica sarà Stati Uniti - Spagna, tra le due compagini che in questi anni hanno espresso la migliore pallacanestro. La Spagna, causa un bruttissimo avvio, ha dovuto soffrire per avere la meglio su una Russia di un inconsistente Kirilenko. Nell'altra semifinale gli argentini hanno tenuto solo per due quarti e poi hanno ceduto a causa delle 18 triple messe a segno dagli assi Nba.

Spagna 67 - Russia 59
Calderon scarta Khryapa. Foto Mark Rolston
Che gara giocherà la Spagna in finale contro il Dream Team? Offrirà una prestazione brutta e disordinata, come la si è vista nei primi due quarti contro la Russia, oppure la solida prova di squadra del secondo tempo? E sì come avrete capito questa sera c'è stata una Spagna a due facce, ma nonostante ciò è riuscita a battere la Russia di un brutto Kirilenko.
Nel primo quarto tutte e due le squadre hanno percentuali bassissime e dunque il parziale è basso: 12 -19 per la Russia. Nel secondo quarto la Spagna sbaglia molto perdendo ben 5 palloni e la Russia ne approfitta piazzando un break di 10 a 0 grazie a due triple di Monya (i suoi 9 punti arrivano con un 3/3 da tre punti nel primo tempo) che portano il risultato sul 27 - 14. Kirilenko è fondamentale per i rimbalzi offensivi e difensivi, ma sbaglia molti tiri e chiude il primo tempo con solo 2 punti (1/8 dal tiro). Il primo tempo si chiude con un 31 a 20 ed una Spagna molto disordinata, che cerca sempre rapide e difficili conclusioni, tirando con il 22% da 2 e con il 14% da tre. L'unico a salvarsi nella Spagna è Pau Gasol, che è efficace in attacco e in difesa, ma da solo l'ala dei Lakers non può fare molto.
Negli spogliatoi Sergio Scariolo fa un ripasso dell'ABC della pallacanestro: "se vuoi trovare facili conclusioni, devi fare girare palla" e la squadra lo segue e di fatti le percentuali si alzano. Alla fine del terzo quarto gli spagnoli vanno al 27% da 2 e 35% da tre. Gli iberici quindi riescono a trovare sempre un uomo libero fuori dall'arco e piazzano ben 6 triple chiudendo con un 46 pari, grazie ad una tripla allo scadere di Calderon.
Imparata la prima lezione ecco che nell'ultimo quarto Sergio Scariolo passa alla successiva e la Spagna usa sistematicamente il penetra e scarica, che sarà fondamentale. Pau Gasol  penetra e scarica per Rudy Fernandez (11 punti e 2 assist) e Josè Calderon (14 punti e 3 assist), che ha la mano caldissima e le mette tutte da tre. Al 33' Calderon segna la tripla del sorpasso su assist di Pau Gasol (51-49). La Russia cerca di risistemare le idee per tornare davanti, ma Pau Gasol ruba palla e Llull concretizza in contropiede per il 53-49. Kirilenko & co. sentono il colpo entrando in confusione e Marc Gasol piazza il break del 9-0 per la Spagna, con gli iberici avanti 55-49. Blatt chiama time out, ma la Spagna allunga di 10 punti.  Kirilenko, che fino a quel momento era un fantasma e nel secondo tempo non prende più un rimbalzo, accorcia le distanze con una tripla, ma la Spagna risponde colpo su colpo. Sul 64-56 Calderon perde palla e Kirilenko cerca di partire in contropiede, ma il play der Raptors commette fallo tecnico per bloccarlo. Il giocatore del Cska potrebbe portare i suoi a meno 6 e riaprire la partita, ma sbaglia i due liberi. Nel possesso Kirilenko subisce un altro fallo e sbaglia ancora un libero, ma segna il secondo. La Spagna attacca e Marc Gasol subisce fallo e segna un libero. La Russia cerca il miracolo e dà ancora il pallone ad un Kirilenko poco ispirato, che viene stoppato da Reyes ponendo fine alla partita sul 67 a 59 per la Spagna.
La squadra di David Blatt quindi giocherà per il bronzo e si pentirà di non aver sfruttato al meglio i primi due quarti, dove potevano chiudere con uno scarto decisamente maggiore. Questa sera Kirilenko è stato assente nella gara più importante ed è stato disastroso nei tiri: 1/7 da 2, 1/5 da tre e 5/10 dai liberi. Per la Spagna un fantastico Pau Gasol, che ha guidato la sua squadra sin dal primo quarto: 16 punti, 12 rimbalzi e 2 assist.

Stati Uniti 109 - Argentina 83
Gli Stati Uniti stravincono la semifinale contro l'Argentina di Manu Ginobili. Ogni quarto ha visto una stella Nba in luce: nel primo Kobe Bryant  che chiude con 13 punti e 2 palle rubate; nel secondo Lebron James con 18 punti, 7 assist e 7 rimbalzi; nel terzo quarto Kevin Durant con 19 punti ed un 5 su 10 da tre; ed infine Carmelo Antony 18 punti, 3 assist e 6 rimbalzi.
Un Kevin Durant incontrollabile nel terzo quarto.
Foto Afp.
Nella gara di questa sera pronti e via e sul 4-3 per l'Argentina c'è subito il break americano del 12-0 grazie ad un incontrollabile Kobe Bryant. Lamas chiama un time out per riordinare le idee alla sua squadre e l'Argentina risponde piazzando il controbreak del 9-0. La partita a fine quarto è ancora aperta sul 24-19 per gli americani. Ad inizio secondo quarto le due squadre rispondono punto su punto, però a 5 minuti dalla fine la difesa del Dream Team mette in difficoltà gli argentini controllando benissimo a centro area Scola e Lebron James, grazie agli assist di un ispirtato Chris Paul, piazza il break del 7 a 0, portando gli USA sul 37 a 27. Poco prima della pausa lunga una tripla all'ultimo secondo di Manu Ginobili dà il meno sette l'Argentina, con il risultato di 47-40 per i ragazzi Krzyzewski.
L'Argentina se la gioca, ma nel terzo quarto Kevin Durant trascina il Dream Team con 4 triple ed il match va sul 74 a 57. Nell'ultimo quarto tocca a Carmelo Antony che segna ben 4 delle 10 triple segnate dai suoi compagni nel quarto. Il disavanzo di 26 punti è forse un po' troppo pesante per una squadra che non ha giocato male, ma gli USA questa sera erano incontrollabili. Con una prestazione del genere da parte di tutte le stelle Nba non ce n'è proprio per nessuno.

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